I gioielli anni ’40: dall’austerità alla ricerca di spensieratezza. Dopo un periodo “asciutto” ed essenziale dal punto di vista della moda, quello degli anni ’30 del 1900, durante gli anni’ 40 la parola d’ordine è austerità. Infatti, questo momento storico è segnato dal terribile passaggio della Seconda Guerra Mondiale. E ciò si è rispecchiato anche nella produzione dei gioielli: alcune fabbriche si sono riconvertite, altre hanno chiuso, altre invece hanno fatto “di necessità virtù”.

Il passaggio dall’art Déco degli anni ’30 con preziosi e importanti gioielli che dovevano contrastare con lo stile maschile degli abiti.

Questo portò ad una produzione dedita al risparmio dei materiali. Bracciali vuoti dentro e meno massicci ma con un sistema di placche saldate insieme. Per quanto riguarda le gemme utilizzate, sia pietre naturali che sintetiche. Per le collane, negli anni ’30 la lunghezza era elemento di grande pregio. Invece durante il periodo bellico era meglio optare per modelli più semplici e meno ingombranti e più corti. La collana realizzata in quel periodo da Carlo Illario, a forma di serpente è un classico esempio di questo tipo di praticità: il gioiello, smontabile si può indossare in almeno quattro fogge diverse realizzando tre modelli diversi di collane e un bracciale: Link al Modello         

Orecchini di Van Cleef & Arpels NY d’epoca in oro giallo con diamanti

 

Gli orecchini, così come le spille, anche hanno rappresentato un elemento iconico, con modelli a clip molto più pratici e di facile utilizzo. Uno degli esempi di questo modello di orecchini è quello proposto da Carlo Luca della Quercia di Van Cleef & Arpels, eseguito a mano nei laboratori di New York: Link al Modello

La tristezza del periodo bellico, dopo il ’45 lascia spazio alla spensieratezza. I gioielli si fanno sempre più vistosi, con forme che riprendono la natura come fiori. Anche gli insetti danno ispirazione per dare spazio ad una nuova femminilità dopo anni di grigio e colori scuri

Carlo Luca della Quercia: www.carlolucadellaquercia.com